mercoledì 14 ottobre 2009
non se ne parla più di bellezza interiore e della ricerca della realizzazione su piani diversi da quello materiale. siamo rappresenati, circondati, oppressi, da persone che hanno una così spiccata propensione a confrontarsi e a giudicare solo gli aspetti più appariscenti della vita in un certo senso meno evoluti che ci è divenuto familiare giudicare e confrontarsi solo sulla parte più arida di un territorio vasto e ricco come la più fertile immaginazione lo può concepire. la confezione è oggi diventata più importante del contenuto. l'aspetto esteriore non solo della frutta e della verdura, non solo di un elettrodomestico o di un cane ma anche di un essere umano o di una divinità sono più importanti di ciò che questi esprimono di ciò che sono portati a compiere. oggi si dice bello anche un qualcosa che non induce riflessione alcuna come se bello fosse ciò che abbaglia. stiamo perdendo la capacità di giudizio questo frastuono di opinioni queste affermazioni di verità e tutti questi imbonitori incapaci di distinguere un ghigno da un sorriso affettuoso ci tolgono l'anima e nessuno ce la può rendere se non siamo noi ad urlare con quel che ci resta di quella "fragilissima farfalla".
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